Dalle professioni dell’oratorio salesiano del 1860 alle professioni di oggi e del domani nell’era dell’AI

Domenico NATALE
22 ottobre 2026

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Don Bosco, attraverso i suoi “laboratori salesiani”, si proponeva non solo di insegnare un mestiere ai giovani, ma di favorire la promozione sociale degli allievi con l’acquisizione di un ruolo sociale. Nella decade del 1860 vennero aperti numerosi laboratori di lavori artigianali. Il lavoro di allora che potrebbe assomigliare ai lavori riconosciuti dagli studenti di oggi è presumibilmente quello della tipografia e quello della legatoria (stampa di libri o di tesi o di raccolte cartacee). Su questi temi sono cambiate molte cose: chi di noi non ha conosciuto Giuseppe Bertorello per il suo lavoro inondato di migliaia di fotocopie al giorno, oltre guida delle vacanze di giovani al mare o in montagna?

Si è cercato nel tempo di far ringiovanire la parola ex-allievi per creare nuove prospettive per le generazioni attuali e future. Non per nulla durante l’ultima riunione è stata sottolineata l’affermazione di Papa Francesco: “Si può dire che oggi non viviamo un’epoca di cambiamento, quanto un cambiamento d’epoca. Le situazioni che viviamo oggi pongono nuove sfide che per noi sono persino difficili da comprendere”.

Implicitamente si è pensato di come poter trasmettere alle generazioni future l’entusiasmo, le speranze, le esperienze che si sono vissute dal 1970 nelle realtà di quegli anni. Dovremmo essere capaci di ridurre la distanza generazionale che si sta verificando e far rivivere l’ambiente oratoriano che aspira sempre ad una vicinanza al mondo reale, caratterizzato dall’educazione preventiva salesiana volta a formare un onesto cittadino e buon cristiano, con: umanità, cordialità, accoglienza, amicizia, dolcezza, affettuosità.

Gli ex-allievi sono solo una parte del loro contesto sociale dell’ambiente parrocchiale, sono una occasione di promozione per tanti altri gruppi di diverse età, di diverse attività che possono essere un ponte tra contesti vecchi e nuovi.
Forse potrà essere utile creare ulteriori occasioni di scambio conoscitivo e di esperienze, basate su nuovi linguaggi, nuove attese, nuove speranze che i giovani aspirano di raggiungere: dall’entusiasmo di crescere, di superare il liceo e l’università, di avvicinarsi al mondo del lavoro con quanto imparato dalla cultura salesiana… un patrimonio che si è spesso rivelato per molti di noi un ottimo trampolino di lancio culturale verso il futuro lavorativo.

Ma veniamo al tema dell’Intelligenza Artificiale, che in parte affascina, in parte ancora confonde. Forse l’IA può prefigurare un maggior rapporto tra gli ex-allievi di una certa età con giovani ex-allievi che stanno cercando di capire quale sarà il loro futuro, non solo sulla base dei valori in cui credere, ma anche nel campo dello studio, del lavoro premiante, delle prospettive italiane (o internazionali). L’IA aiuterà la comunicazione tra adulti e giovani o creerà una nuova barriera?

La proposta che vogliamo accennare del progetto Anthropocosmic, promosso dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Salesiana, mira ad approfondire l’impatto dell’IA: sulla persona, sull’ambiente, sul cosmo e l’Etica. Principalmente si sta pensando ai giovani sia dell’Università, che dei giovani del vicino oratorio, che stanno approfondendo i possibili lavori del futuro, incentrati sulla supervisione umana (https://www.aianthropocosmic.com/AI/).

Si stanno organizzando in merito eventi gratuiti culturali, sia online che in presenza, che approfondiranno le sfere dell’Intelligenza Artificiale e dei possibili impatti sui lavori del futuro.

L’evento, come si descrive nel sito, è programmato online nelle giornate dei sabati di novembre 7, 14, 21 con un convegno in presenza il sabato 28 novembre. I contenuti degli interventi saranno anche mantenuti in rete per lungo tempo, in modo da poter consentire eventuali approfondimenti secondo le evoluzioni e maturazioni dello studio personale e degli eventi che accompagneranno le evoluzioni tecnologiche. Nell’evento si ricorderanno anche precedenti esperienze sull’IA del 2019 e 2020. L’interesse dell’Università verso le problematiche dell’IA è anche dovuto all’interesse in generale sull’informatica che nacque con l’introduzione del Computer Elea 6001 dell’Olivetti, già nel 1965, per facilitare le ricerche pedagogiche della Facoltà di Scienze dell’Educazione.

Tornando alla motivazione di questo articolo dedicato agli ex-allievi passati, presenti e futuri, si riporta di seguito la lista di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, che oltre a fornire una priorità di attenzione offrono una panoramica di future prospettive di utilità e necessità di lavori per il progresso del mondo.

Povertà zero, Fame zero, Salute e benessere, Istruzioni di qualità, Parità di genere, Acqua pulita e servizi igienico-sanitari, Energia pulita e accessibile, Lavoro dignitoso e crescita economica, Imprese, innovazione e infrastrutture, Ridurre le disuguaglianze, Città e comunità sostenibili, Consumo e produzione responsabili, Lotta contro il cambiamento climatico, Vita sott’acqua, Vita sulla Terra, Pace, giustizia e istituzioni solide, Partnership per gli obiettivi.

Una ulteriore classificazione in 18 settori socioeconomici definiti dal Report tecnico ISO 24030 che comprendono possibili sviluppi di sistemi di Intelligenza Artificiale:
Agricoltura, Marketing digitale, Commercio elettronico online, Formazione, Energia, Finanza tecnologica, Sanità, Robotica Domestica e dei servizi, ICT, Settore Assicurativo, Gestione della conoscenza, Settore legale, Industria Manifatturiera, Media e intrattenimento, Settore Pubblico, Sicurezza, Trasporti, Lavoro e vita.

Si spera che tali considerazioni consentano in futuro analisi di impatto specifiche sui singoli lavori e possano fornire orientamenti utili agli studenti e studiosi di ogni tipo.
Si richiama anche l’utilità in merito di una rete di ex-allievi che offra opportunità di aiutare le nuove generazioni a orientarsi nel mondo del lavoro.

Si auspica infine che le unificazioni di ex-allievi, favorite dalle reti digitali, possano anche portare ad incontri umani familiari in presenza per rafforzare le centinaia di persone che hanno vissuto in passato esperienze giovanili assieme ai delegati salesiani dell’epoca le cui guide educative rimangono indimenticabili e forse trasmettibili a figli e nipoti.

Mimmo Natale

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Notizie dell’autore:
Ex-allievo della scuola media del S. Cuore nel 1961-1964, animatore dell’oratorio S.M. della Speranza nel 1968-1975, studente presso il corso del sabato della Facoltà di filosofia dell’Università Salesiana dal 2012-2013, curatore al 2012 al 2024 del Museo delle Macchine da scrivere e del Computer presso l’Università.
Sento inoltre il dovere di ricordare la formazione ricevuta da don Ronco, informatico e psicologo, che ci ha “lasciato” pochi mesi fa; don Sarti, docente di statistica, anche lui non più accanto a noi; don Pellerey, mio professore di matematica alla scuola media, al quale auguro lunga vita; Vincenzo Odorizzi, a suo tempo collaboratore di Don Ronco, il quale ha raccolto antichi pezzi del Computer 6001 Olivetti che attualmente sono conservati nell’Opera
salesiana dell’Aquila, in attesa del termine di ristrutturazione degli ambienti nell’ipotesi di poter aprire un nuovo Museo nel centro di formazione CFP