
Andrea Lisi
Avvocato | Docente universitario | Titolare Studio Legale Lisi | Presidente Anorc Professioni | Direttore responsabile Rivista Digeat | Direttore generale Dipartimento DigitaLaw – Centro Universitario di Ricerca CUIRIF
Si occupa di diritto applicato all’informatica da più di 25 anni. Oltre allo Studio Legale Lisi, coordina le realtà di Digitalaw e D&L NET. È il Presidente di ANORC Professioni e il Direttore del Progetto di divulgazione scientifica DIGEAT. Docente universitario e direttore scientifico di Master universitari e percorsi specialistici di settore. È Direttore del Dipartimento DigitaLaw presso CUIRIF – Centro Universitario Internazionale di Ricerca e Innovazione Integral Intelligence. Dal 2024 è iscritto nell’Elenco dei Manager dell’Innovazione gestito da Unioncamere. Con DPCM del 26 gennaio 2023 è indicato come Componente del Comitato di Esperti di comprovata esperienza e qualificazione in materia di innovazione tecnologica e transizione digitale della PA che affianca il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Sen. Alessio Butti per guidare la trasformazione digitale del Paese. Ha ricoperto questo importante ruolo dal gennaio 2023 al dicembre 2024. Il 23 settembre 2022 e il 18 settembre 2023 è stato componente del Tavolo “DPO” dello “State of Privacy” fondato dall’Autorità italiana Garante per la protezione dei dati personali. È componente della lista tenuta dal Comitato europeo per la Protezione dei Dati “Experts for the implementation of the EDPB’s Support Pool of Experts” relativamente ai settori “Technical expertise in new technologies and information security” e “Legal expertise in new technologies”. È componente della Commissione sull’Intelligenza Artificiale dell’Ordine degli Avvocati di Lecce. Riveste il ruolo di Direttore scientifico di numerosi Master e percorsi specialistici di settore, organizzati in collaborazione con Università ed Enti di Formazione nazionali. Approfondisce quotidianamente – sviluppando consulenza, assistenza e formazione in favore di PA e Imprese nazionali – gli aspetti giuridici della digitalizzazione, della contrattualistica informatica, dell’e-commerce e dell’e-gov, della sicurezza informatica e della protezione dei dati
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Abstract intervento
I sistemi di e-archiving come presidi di democrazia ai tempi dell’IA
Ambito. Settore pubblico e IA: servizi, efficienza e tutela dei cittadini
Per lungo tempo abbiamo immaginato che il progresso tecnologico avrebbe ridotto il bisogno della fiducia. Sta accadendo l’esatto contrario. Più le relazioni, le decisioni e le informazioni si digitalizzano, più diventa necessario poter verificare identità, provenienza, integrità, autenticità e responsabilità.
L’affermazione dell’intelligenza artificiale rende questa esigenza ancora più urgente. Sistemi sempre più sofisticati sono in grado di generare contenuti convincenti, elaborare informazioni e supportare processi decisionali, ma la loro affidabilità dipende inevitabilmente dalla qualità dei dati utilizzati, dalla verificabilità delle fonti documentali e dalla capacità umana di governarne l’impiego.
In questo scenario, i sistemi di e-archiving e i servizi fiduciari europei non rappresentano semplici strumenti tecnici di conservazione o compliance. Essi costituiscono vere e proprie infrastrutture della fiducia, capaci di garantire la continuità della memoria digitale, la verificabilità delle informazioni e la ricostruzione delle responsabilità nel tempo.
Non possono esistere sistemi di IA realmente affidabili senza la garanzia di dati di qualità e di documenti autentici presidiati in un robusto sistema documentale. Né possono esistere democrazie solide se cittadini, istituzioni e organizzazioni perdono la possibilità di distinguere ciò che è verificabile da ciò che è soltanto verosimile.
L’e-archiving assume quindi una funzione che trascende la dimensione tecnologica: preservare la memoria, garantire la prova e documentare in modo trasparente la genesi delle informazioni. In un’epoca in cui la capacità di generare contenuti artificiali cresce esponenzialmente, custodire fonti documentali certe non significa soltanto conservare il passato, ma creare le condizioni affinché il futuro digitale continui a essere fondato sulla fiducia, sulla responsabilità e sulla libertà democratica.
Nell’era dell’intelligenza artificiale, la vera innovazione non sarà quindi produrre più informazioni, ma preservare la possibilità di dimostrare quali di esse siano autentiche

