Michal Vojtáš

Michal Vojtáš

Michal Vojtáš

Education Sciences Faculty Member

Salesiano di don Bosco, è professore di Storia e Pedagogia salesiana presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, dove dirige il Centro Studi Don Bosco. Dottore in Scienze dell’Educazione, si occupa di progettazione e leadership educativa, innovazione pedagogica e integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi formativi.
Attualmente coordina la ricerca nazionale Go Beyond Traditional Education, dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sulle pratiche didattiche nelle scuole salesiane italiane. Tra le sue pubblicazioni recenti figurano AI-Enhanced Intercultural Dialogues (2025) ed Educare l’umano nell’era dell’Intelligenza Artificiale: saggezza, lentezza, amorevolezza, corporeità e speranza come criteri pedagogici (2026). La sua ricerca approfondisce le opportunità e le sfide dell’innovazione tecnologica, con particolare attenzione alla centralità della persona, alla relazione educativa e allo sviluppo di una pedagogia umanistica nell’era digitale.

Fonti e link:

_____________________

Abstract intervento

Intelligenza artificiale a scuola e all’università
Ambito: Intelligenza Artificiale e formazione di docenti e studenti: scuola e università

Il contributo interpreta l’intelligenza artificiale come una trasformazione di portata epocale, paragonabile alle grandi rivoluzioni scientifiche del passato, che ridefinisce le modalità attraverso cui la conoscenza, le relazioni e la costruzione di significato vengono mediate nei processi educativi. Dopo una breve analisi del funzionamento tipico dell’IA generativa e dei Large Language Models, il contributo ne approfondisce le potenzialità e i limiti pedagogici, con particolare attenzione all’opacità epistemica, ai bias e ai rischi della delega cognitiva. In questa prospettiva, la questione educativa fondamentale non riguarda soltanto come integrare l’IA nei processi di apprendimento, ma soprattutto quali dimensioni dell’umano sia necessario custodire, coltivare e sviluppare nell’era dell’intelligenza artificiale. Vengono quindi proposti cinque criteri pedagogici: (1) la saggezza, attraverso una formazione intellettuale orientata alla comprensione critica e al discernimento; (2) la lentezza, come condizione dell’interiorità, della maturazione spirituale e della riflessione profonda; (3) l’amorevolezza, che pone al centro l’incontro personale e l’autenticità delle relazioni educative; (4) la corporeità, valorizzando l’esperienza incarnata, la presenza, il gioco e il rapporto con i luoghi; (5) la speranza, coltivata attraverso esperienze comunitarie, pratiche di service learning e impegno concreto nella trasformazione della realtà