{"id":3514,"date":"2026-10-03T07:27:21","date_gmt":"2026-10-03T07:27:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/?page_id=3514"},"modified":"2026-10-15T17:04:46","modified_gmt":"2026-10-15T17:04:46","slug":"massimiliano-gambardella","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/massimiliano-gambardella\/","title":{"rendered":"Massimiliano Gambardella"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Massimiliano-Gambardella-1024x1024.jpg\" alt=\"Massimiliano Gambardella\" class=\"wp-image-2837 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Massimiliano-Gambardella-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Massimiliano-Gambardella-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Massimiliano-Gambardella-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Massimiliano-Gambardella-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Massimiliano-Gambardella-696x696.jpg 696w, https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Massimiliano-Gambardella-1068x1068.jpg 1068w, https:\/\/www.aianthropocosmic.com\/AI\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Massimiliano-Gambardella.jpg 1254w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Massimiliano Gambardella<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><sup>Economista | Docente universitario di Economia del lavoro e innovazione digitale | Dirigente di societ\u00e0 tecnologica dello Stato.<\/sup><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/mgambardella\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Linkedin<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Massimiliano Gambardella<\/strong> \u00e8 un economista che si occupa di economia dell&#8217;innovazione e trasformazione digitale, con oltre vent&#8217;anni di esperienza tra istituzioni, ricerca e settore pubblico. I suoi ambiti di lavoro sono l&#8217;economia dei beni comuni digitali e dell&#8217;open source, le infrastrutture digitali pubbliche e la governance dell&#8217;intelligenza artificiale.<br>\u00c8 <strong>docente a contratto di Economia del lavoro e innovazione digitale all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Parthenope<\/strong> e ha insegnato Economia del digitale all&#8217;Universit\u00e9 Paris Nanterre e all&#8217;Universit\u00e9 Paris Panth\u00e9on-Assas. Ha conseguito il <strong>dottorato di ricerca in Economia presso l&#8217;Universit\u00e9 Paris Nanterre<\/strong>, con menzione <em>tr\u00e8s honorable<\/em>, approfondendo il ruolo delle licenze aperte nella governance e nella sostenibilit\u00e0 economica dei beni comuni digitali. Ha pubblicato lavori scientifici, tra gli altri, con Routledge, CEPS e SVIMEZ. \u00c8 membro della <strong>Commissione UNI\/CT 533 sull&#8217;Intelligenza Artificiale<\/strong>.<br>Ha diretto l&#8217;area economica dell&#8217;ufficio legislativo di un gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati ed \u00e8 stato dirigente negli uffici di diretta collaborazione di due Ministri dell&#8217;Economia e delle Finanze, in altrettanti governi. Ha inoltre partecipato alla Task Force COVID-19 del Ministero per l&#8217;Innovazione Tecnologica e alla Commissione per la transizione ecologica e la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi del Ministero dell&#8217;Ambiente. Attualmente \u00e8 <strong>dirigente in una societ\u00e0 partecipata dallo Stato<\/strong>, attiva nelle infrastrutture digitali pubbliche, con responsabilit\u00e0 nelle relazioni accademiche e nelle iniziative di trasferimento tecnologico. <br>Nel 2021 \u00e8 stato insignito dell&#8217;onorificenza di <strong>Cavaliere dell&#8217;Ordine al Merito della Repubblica Italiana<\/strong> per il suo impegno nell\u2019innovazione e nella crescita economica del Paese<br>_____________________<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Abstract intervento<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Universit\u00e0, ricerca e innovazione: <br>costruire insieme l\u2019Intelligenza Artificiale del Domani<\/em><br><em><sup>Oltre il feudalesimo digitale: come trasformare l&#8217;IA in un bene comune attraverso il calcolo pubblico, la ricerca aperta e le infrastrutture pubbliche digitali<\/sup><\/em><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Dalla concentrazione del capitale alla concentrazione del calcolo<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come la rivoluzione industriale pose con drammaticit\u00e0 la questione della concentrazione dei mezzi di produzione e del capitale, l&#8217;Intelligenza Artificiale pone oggi la questione della concentrazione della potenza di calcolo, dei dati di addestramento e dei modelli di base. Radicalizzando e accelerando la logica dell&#8217;economia delle piattaforme, l&#8217;attuale traiettoria dell&#8217;IA consegna a un ristretto oligopolio di colossi tecnologici privati il controllo esclusivo delle condizioni d&#8217;accesso all&#8217;innovazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si delinea cos\u00ec una forma di <strong>feudalesimo digitale<\/strong>. Chi domina i fattori scarsi della filiera non compete sul mercato, ma ne stabilisce le regole e ne possiede l&#8217;infrastruttura. Imprese, pubbliche amministrazioni e interi contesti nazionali rischiano di accedere alle tecnologie emergenti come vassalli: pagano una rendita perpetua per infrastrutture che non controllano e cedono dati territoriali che alimentano le capacit\u00e0 competitive altrui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa dinamica minaccia direttamente la ricerca scientifica e l&#8217;istituzione universitaria. Quando atenei e centri di ricerca lavorano su modelli chiusi, accessibili unicamente attraverso tecnologie proprietarie, perdono la possibilit\u00e0 fondamentale di verificare le architetture, riprodurre i risultati sperimentali e insegnare ci\u00f2 che studiano. La frontiera della conoscenza viene cos\u00ec spostata fuori dal perimetro pubblico e le universit\u00e0 rischiano di degradare a semplici utenti passivi di tecnologie \u00abscatola nera\u00bb. Le traiettorie tecnologiche correnti e i vantaggi cumulativi di scala consolidano questa concentrazione, senza che le sole forze di mercato possano correggerla spontaneamente.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Dati, conoscenza e innovazione: oltre la \u00abTragedy of the Commons\u00bb<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Intelligenza Artificiale non pu\u00f2 essere semplicemente acquistata a scaffale o importata da piattaforme extra-europee: va costruita collettivamente come un sistema di beni comuni digitali (<em>Digital Commons<\/em>). Per farlo, occorre tracciare una distinzione economica fondamentale tra le diverse risorse che compongono lo \u00abstack\u00bb tecnologico dell&#8217;IA:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Dati, codice e conoscenza:<\/strong> sono beni non-rivali per natura, la cui fruizione da parte di un soggetto non diminuisce la disponibilit\u00e0 per gli altri. Quando vengono condivisi con licenze aperte, liberano enormi esternalit\u00e0 positive e moltiplicano il valore sociale complessivo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La potenza di calcolo:<\/strong> \u00e8 una risorsa materiale, scarsa, rivale e fortemente idro- ed energivora. In quanto risorsa condivisa ma limitata, il calcolo ad alte prestazioni ricade nell&#8217;alveo dei beni comuni soggetti a dilemmi di sovra-sfruttamento o accaparramento.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguendo l&#8217;insegnamento del Premio Nobel Elinor Ostrom, il calcolo ad alte prestazioni richiede una governance collettiva, sussidiaria e partecipativa. Servono criteri trasparenti di accesso, responsabilit\u00e0 ed equa distribuzione, definiti il pi\u00f9 vicino possibile alle comunit\u00e0 di utenti che utilizzano la risorsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, le <strong>licenze aperte<\/strong> (<em>Open Source e Creative Commons<\/em>) svolgono un ruolo economico decisivo: separando il controllo proprietario della produzione dalle possibilit\u00e0 di diffusione e riuso, riducono drasticamente i rischi e i costi iniziali della ricerca. Esse trasformano i ricercatori, gli sviluppatori e gli utenti finali in co-innovatori, capaci di sottoporre il software a una manutenzione comunitaria continua e a una bonifica costante da errori, bias algoritmici e vulnerabilit\u00e0 di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Dalla regolamentazione difensiva alla conformazione del mercato<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per evitare che la dipendenza tecnologica si traduca in dipendenza politica e culturale, le istituzioni pubbliche e le universit\u00e0 devono superare la logica difensiva di correzione dei fallimenti di mercato. Occorre adottare una politica industriale orientata alle missioni, in cui lo Stato agisce come coordinatore e investitore di prima istanza, socializzando sia i rischi sia i ritorni dell&#8217;innovazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;alleanza tra <strong>Universit\u00e0, Ricerca e Innovazione<\/strong> si traduce in tre direttrici operative concrete:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Democratizzazione del calcolo pubblico europeo:<\/strong> riservare quote dedicate di supercalcolo della rete europea e delle nuove AI Factories europee alle universit\u00e0, alle startup e alle PMI che sviluppano e perfezionano modelli linguistici e architetturali ad accesso aperto. Questo approccio abbatte la barriera d&#8217;ingresso economica dell&#8217;R&amp;D, garantendo che le risorse pubbliche sostengano modelli trasparenti, multilivello e rispettosi del multilinguismo e della riservatezza dei dati.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Condizionalit\u00e0 \u00abPublic Money, Public Code\u00bb:<\/strong> applicare una regola vincolante nei programmi di finanziamento della ricerca e negli appalti pubblici dell&#8217;IT: ogni algoritmo, dataset o modello fondazionale sviluppato con risorse pubbliche deve essere rilasciato sotto licenze aperte (come la <em>European Union Public Licence &#8211; EUPL<\/em>) e reso fruibile all&#8217;intera collettivit\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Alleanze per le Infrastrutture Pubbliche Digitali (DPI) e i <em>Public Data Trusts<\/em>:<\/strong> creare ambienti federati in cui universit\u00e0, pubbliche amministrazioni e imprese del territorio collaborano nella gestione sicura, etica e sovrana dei dati civici, industriali e sanitari. Attraverso <em>Public Data Trusts<\/em> e architetture aperte (EuroStack), i dati della collettivit\u00e0 vengono protetti e valorizzati come patrimonio strategico comune anzich\u00e9 essere estratti da piattaforme estrattive.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Rimettere la tecnica al servizio dell&#8217;umano<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Europa possiede una storia illustre nell&#8217;ingegnerizzazione di beni pubblici globali. Il World Wide Web fu inventato al CERN nel 1989 e rilasciato liberamente nel pubblico dominio nel 1993, ponendo le basi della rete aperta e globale su cui si regge l&#8217;intera economia digitale contemporanea. Lo stesso modello di cooperazione transnazionale ha consentito la nascita di standard e software universali come Linux.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi le universit\u00e0 non possono ridurre il loro ruolo a semplici clienti di servizi cloud altrui. Esse sono il perno naturale di un&#8217;architettura della conoscenza aperta, in grado di unire la formazione, la ricerca di frontiera e il tessuto produttivo locale. Scegliere la strada dell&#8217;IA come bene comune significa garantire che la tecnologia rimanga verificabile, riproducible e inclusiva. Perch\u00e9 la tecnica cresca al servizio dell&#8217;umano, e non il contrario.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti bibliografici e letture consigliate<\/h1>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><sup>Gambardella, M. (2012a). How to (crowd-)fund and manage the (user-)innovation: The case of Big Buck Bunny. In Proceedings of the 2012 ACM International Workshop on Open Source and Design of Communication (OSDOC &#8217;12) (pp. 51\u201356). Association for Computing Machinery.<\/sup><\/li>\n\n\n\n<li><sup>Gambardella, M. (2012b). Il futuro delle infrastrutture immateriali: l&#8217;open cloud computing. Quaderni Speciali SVIMEZ, Associazione per lo sviluppo dell&#8217;industria nel Mezzogiorno.<\/sup><\/li>\n\n\n\n<li><sup>Gambardella, M. (2013). Creative Commons licences: An alternative lever to collect funding in times of crisis. In S. Fadda &amp; P. Tridico (Eds.), Financial Crisis, Labour Markets and Institutions (pp. 182\u2013192). Routledge.<\/sup><\/li>\n\n\n\n<li><sup>Gambardella, M., &amp; Zagari, C. (2024a). Digital Public Infrastructures: A European Perspective (CEPS Explainer). Centre for European Policy Studies.<\/sup><\/li>\n\n\n\n<li><sup>Gambardella, M., &amp; Zagari, C. (2024b). Le infrastrutture digitali pubbliche nella UE e la creazione di valore pubblico. Rivista Italiana di Public Management, 7(1), 15\u201332.<\/sup><\/li>\n\n\n\n<li><sup>Lerner, J., &amp; Tirole, J. (2002). Some simple economics of open source. The Journal of Industrial Economics, 50(2), 197\u2013234. Ostrom, E. (1990). Governing the Commons: The Evolution of Institutions for Collective Action. Cambridge University Press.<\/sup><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimiliano Gambardella \u00e8 un economista che si occupa di economia dell&#8217;innovazione e trasformazione digitale, con oltre vent&#8217;anni di esperienza tra istituzioni, ricerca e settore pubblico. 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